Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo
Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), proposto dal Ministro
per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta.
Questo decreto legislativo segna il passaggio dall'amministrazione
novecentesca (fatta di carta e timbri) all'amministrazione del XXI
secolo (digitalizzata e sburocratizzata) e fornisce una puntuale
attuazione dei criteri di delega contenuti nell'articolo 33 della
legge n. 69 del 2009.
Dopo la Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione (il
decreto legislativo n. 150/2009 che ha introdotto meritocrazia,
premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti),
l'approvazione del nuovo CAD (il vecchio Codice è stato pubblicato
cinque anni fa con decreto legislativo n. 82 del 2005) va a
costituire così il secondo pilastro su cui poggia il disegno di
modernizzazione e digitalizzazione della PA definito nel Piano
industriale presentato nel maggio 2008.
Questa riforma, resasi necessaria per effetto della rapida
evoluzione delle tecnologie informatiche, risponde in maniera
puntuale alla necessità di mettere a disposizione delle
amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti (soprattutto
digitali) in grado di incrementare l'efficienza e l'efficacia
dell'intero sistema pubblico. I cittadini e le imprese richiedono
infatti mezzi più snelli, rapidi e meno costosi per comunicare con
le pubbliche amministrazioni. L'obiettivo è quindi quello di
evitare che strutture obsolete e procedure interminabili continuino
a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da
scoraggiare l'afflusso di capitali internazionali a vantaggio di
Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la
strada della modernizzazione e della semplificazione
amministrativa.
Le principali novità riguardano:
- la riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni attraverso
l'istituzione di un ufficio unico responsabile delle attività ICT,
la razionalizzazione organizzativa e informatica dei procedimenti,
l'introduzione del protocollo informatico e del fascicolo
elettronico;
- la semplificazione dei rapporti con i cittadini e con le imprese
attraverso l'introduzione di forme di pagamenti informatici, lo
scambio di dati tra imprese e PA, la diffusione e l'uso della PEC,
l'accesso ai servizi in rete, l'utilizzo della firma digitale, la
dematerializzazione dei documenti e l'arricchimento dei contenuti
dei siti istituzionali in termini di trasparenza;
- la sicurezza e lo scambio dei dati attraverso la
predisposizione, in caso di eventi disastrosi, di piani di
emergenza per garantire la continuità operativa nella fornitura di
servizi e lo scambio di dati tra PA e cittadini.
Il nuovo Codice dell'amministrazione digitale rende possibile la
modernizzazione della Pubblica Amministrazione con la diffusione di
soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono un forte
recupero di produttività. Tra questi:
- riduzione dei tempi fino all'80% per le pratiche
amministrative;
- riduzioni dei costi della giustizia: nei sei mesi di
sperimentazione delle notifiche telematiche relative al processo
civile presso il Tribunale di Milano sono state effettuate 100.000
notifiche telematiche per un risparmio di circa 1 milione di
euro;
- riduzione di circa 1 milione di pagine l'anno per l'effetto
dell'avvio della dematerializzazione, con l'obiettivo al 2012 di
ridurre di 3 milioni le pagine;
- risparmio del 90% dei costi di carta e del relativo impatto
ecologico (uso e smaltimento) per circa 6 milioni di euro l'anno
(solo acquisto senza smaltimento);
- utilizzo diffuso della Posta Elettronica Certificata (PEC), che
produrrà un risparmio a regime di 200 milioni di euro per la
riduzione delle raccomandate della Pubblica Amministrazione ai
cittadini, senza contare la riduzione dei tempi e degli spazi di
archiviazione.
Una volta completato l'iter di approvazione, il decreto
legislativo avvierà un processo che consentirà di avere entro i
prossimi 3 anni (in coerenza quindi con il Piano e-Gov 2012)
un'amministrazione nuova, digitale e sburocratizzata:
- Entro 3 mesi le pubbliche amministrazioni utilizzeranno
soltanto la Posta elettronica certificata (PEC) per tutte le
comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti
che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo;
- Entro 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico
ufficio responsabile dell'attività ICT;
- Entro 6 mesi le pubbliche amministrazioni centrali
pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti
istituzionali;
- Entro 12 mesi saranno emanate le regole tecniche che
consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e
soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così
piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti
della PA. Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere
l'uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui
propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i
propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle
amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite
convenzioni, l'accessibilità delle informazioni alle altre
amministrazioni richiedenti;
- Entro 15 mesi le pubbliche amministrazioni
predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in
caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni
indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale
operatività.
Per saperne di più